blog di arte, cultura e tutto quello che (mi) capita a Londra




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terra angla, libri25 Nov 2009 9:34 am

darwin

Chi di voi tiene un numero dell’intramontabile Topolino o magari la Settimana Enigmistica o, perché no, qualcosa di più colto e voluminoso in bagno? Nessun tabù, nulla di cui vergognarsi. E’ risaputo, infatti, che se gli italiani non sono proprio dei gran lettori, gran parte di essi possiede qualcosa da leggere per armonizzare mente ed esigenze fisiologiche, soprattutto fumetti, riviste e racconti brevi… 
E gli angli? 
A quanto pare, anche loro sono dediti allo stesso tipo di "hobby", tanto è vero che è di questi giorni la sensazionale notizia che oggi vi riporto. Nel bagno degli ospiti di una dimora di campagna dell’Oxfordshire, da circa quarant’anni, faceva bella mostra di sé una copia de "L’origine delle specie" di Charles Darwin, acquistata in un mercatino di rigattiere per pochi scellini. Non sappiamo quanti ospiti si siano avventurati tra le sue pagine, ma che il libro fosse là era noto a tutti, amici e familiari. Proprio il genero del proprietario, mentre visitava una delle tante mostre organizzate per celebrare il centenario della celebre teoria scientifica, ha notato l’assoluta somiglianza tra un raro volume in esposizione e il libercolo nel bagno. Una stima d’antiquario ha dunque rivelato che il volume utilizzato per armonizzare le funzioni del corpo era niente meno che una rara edizione del 1859 (solo 1.250 copie furono stampate in quell’anno), valore minimo 35.000 sterline. Il volume salvato dal gabinetto, con la copertina dai caratteri incisi in oro e il titolo "On the Origin of Species by Means of Natural Selection", sarà messo all’asta da Christie’s in occasione dei 150 anni dalla sua pubblicazione. Nelle note di corredo alla preziosa opera scientifica, la casa d’aste ha precisato "copertina lievemente rigonfia agli angoli". 
Nel frattempo, English Heritage, che ha in cura la casa di Darwin (Down House) ha pubblicato un appello per il ritrovamento di uno dei taccuini di appunti che il giovane scienziato aveva portato con sé dalla sua spedizione nelle isole Galapagos e che fu rubato presumibilmente tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ‘80. I 15 taccuini saranno messi on line da English Heritage per celebrare i 150 della teoria evoluzionistica. 
londra, terra angla, libri, credit crunch20 Nov 2009 3:38 pm

BL

Nell’immaginario collettivo la parola ‘biblioteca’ fa venire in mente un posto chiuso, pervaso da un caratteristico odore di polvere, carta macera e pergamena, pieno di libri e gente china su di essi in religioso silenzio; un qualcosa di dislocato dalla vita di tutti i giorni, un luogo della tradizione, riservato a pochi, anche se aperto a tutti. Ma le cose cambiano, si parla ormai del concetto di biblioteca post-moderna, dove all’utente son concessi nuovi stimoli e servizi come prestito di materiali audiovisivi, spazi culturali con iniziative di vario genere, uso di computer, internet e documenti informatici, nonché personale disponibile ad insegnare l’uso dell’archivio a chi non ne ha dimestichezza. 
Non so come sia la situazione italica al momento, ricordo che quanto sopra era sicuramente valido per la biblioteca di quartiere nella mia città natale, dove andavo a studiare e leggere con piacere, ma se ora mi stendessi sul lettino dello psicoanalista e Sigmund pronunciasse la parola “BIBLIOTECA NAZIONALE” avrei i sudori freddi e mi aggrapperei al sofà in preda all’ansia. Io spero tanto che, anche in quell’ambito, qualcosa sia cambiato, lo spero soprattutto per i poveri studenti e studiosi che ci devono sudare sangue… anche se, le ultime notizie ufficiali (gennaio 2009) parlavano di disservizi, personale ridotto, decremento dei volontari del servizio civile e prestito pomeridiano sospeso. Ai tempi della tesi, andarvi a fare ricerche equivaleva ad un viaggio dantesco nei gironi delle lungaggini e della burocrazia, nonché quotidiana esposizione all’amianto (bonificato solo a 3 mesi dalla mia laurea, con i disservizi che potete immaginare)… 
Poi, son venuta qui, in terra angla, e, studiando per il Master, mi si è aperto un mondo: bellissime biblioteche post-moderne, con film, computer nuovi, scanner, stampanti, corsi di lingue, laboratori, prestiti possibili. Non importa se si è studiosi o no, qui è pratica assai comune andare in biblioteca per usare internet, prendere libri in prestito, far giocare i bambini, partecipare a dibattiti. C’è però una biblioteca angla, anzi LA biblioteca per eccellenza, che ha vinto il mio cuore e mi sta curando dal trauma di gioventù. La BRITISH LIBRARY, in quel di Euston, è il mio rifugio dai mali dell’inverno, pioggia, buio, stanchezza e povertà.
Ci vado spesso, tanto che ormai gli steward alla porta mi riconoscono senza batter ciglio (haha). Mi aggiro qua e là in questo edificio modernissimo (la biblioteca originale faceva parte fino a una decina di anni fa del British Museum, dove ancora restano gli spazi della Reading Room e della Kings Library) e vedo studenti e studiosi col laptop e la cup of tea. Sono così sereni da suscitare invidia, loro forse non sanno niente di lungaggini e decrementi del personale e libri spariti chissà dove.
Vado alla British Library e mi vedo gratis "I Tesori", in una galleria aperta gratuitamente al pubblico, dove ci sono opere e documenti imperdibili, tra cui la preziosissima copia in greco onciale della Bibbia (codex sinaiticum – IV secolo d.C.), dei bellissimi evangeliari miniati (famoso quello di Lindisfarne – IX secolo d.C), la Magna Carta, l’unica copia manoscritta del Beowulf, il Sutra del Diamante (il più antico libro a stampa del mondo), il diapason di Beethoven, l’atto di nozze di Mozart, le lettere di Jane Austen e le canzoni autografe dei Beatles. 
Ci sono poi mostre temporanee su vari argomenti. Ad esempio, al momento in cui scrivo, ce n’è una, totalmente gratuita e di grande interesse, sulla fotografia del XIX secolo, dal titolo “Points of View” (http://www.bl.uk/pointsofview/).
Ma ci si può altrettanto immergere in percorsi sonori, organizzati per tema, dove si può ascoltare di tutto, dalla voce di Florence Nightingale (The Sound and the Fury: The Power of Public Speaking) agli album di Jimi Hendrix (1968 on Record: a Year of Revolution). Per accedere alle sale di lettura basta un pass di accesso che viene rilasciato con facilità (basta esibire un documento di riconoscimento), e non bisogna essere laureandi o laureati. Ognuno ha diritto a studiare e fare ricerche. 
A me, quello che stupisce ogni volta che mi siedo a bere un caffè, è la torre d’oro con tutti i volumi, i manoscritti e le mappe provenienti dalla King’s Library. Un monumento all’amore per il sapere.
king's
londra, terra angla29 Aug 2009 10:43 am

Le mie recenti vicissitudini mi hanno portato lontano da questo blog, ma ora mi forniscono utili spunti per dei post di servizio.

Poniamo il caso che il vostro soggiorno londinese (o britannico) si estenda per più di qualche mese e la vostra situazione si evolva da semplice visitatore/turista a quello di immigrato/residente. Auguriamoci che la salute vi assista e che non vi capiti nulla di rilevante che non sia un mal di testa o un raffreddore dovuto al clima infausto. Ma la fortuna, si sa, è cieca e volubile. La cosa piu logica da fare è quella di iscriversi alla surgery (cioè all’ambulatorio) del vostro quartiere. Potete trovare gli indirizzi sul sito dell’NHS (il Servizio Sanitario Nazionale inglese). Una volta compilato il solito form e consegnata magari una provetta con le vostre preziose urine, sarete assegnati ad un GP (general practitioner – un equivalente del medico di famiglia) e vi sarà data una card col vostro numero NHS.
Il GP è colui (o colei) al quale vi rivolgerete in caso di bisogno. E’ il GP che vi prescrive farmaci o vi scrive la richiesta per una visita specialistica.
Se avete bisogno di vedere un medico as soon as possible, potete andare all’ambulatorio senza appuntamento, ma potreste essere visitati da un altro GP.
I GP hanno a disposizione 10 minuti a paziente e, per evitare sprechi, non sono cosi solleciti ad elargire medicinali o visite specialistiche se non in caso di vero bisogno (la visita con un consultant, cioè con lo specialista, puo’ richiedere fino a 13 settimane di attesa, a meno che il vostro caso non sia davvero urgente).
I GP potrebbero sorvolare su una congiuntivite, sorridere ad una banale richiesta di esami del sangue giusto a titolo preventivo, essere reticenti a prescrivervi dei medicinali se non siete proprio malatissimi.
Insomma, la mentalità qui è un po’ diversa dal continente.
Se non siete soddisfatti o volete vedere uno specialista a tutti i costi, vi conviene andare nel privato, che è generalmente accogliente ed efficiente. Ma, a quel punto, dovete avere una certa disponibilità economica o essere coperti da un’assicurazione.
Insomma, leggendo sui giornali qua e là, tra ritardi, infezioni da clostridium difficilis e varie eventuali, la sanità pubblica angla, a parte alcune aree felici, non sembrerebbe godere di una buona reputazione, ma i contributi per le spese sanitarie sono piu’ bassi nel Regno Unito che in Italia e poi ci sono polizze salute che richiedono una infima spesa mensile.

Per quanto concerne la scelta del GP, vi consiglio di dare un’occhiata ai siti web delle surgeries di zona (le trovate sul sito NHS). La visita virtuale vi offre la possibilità di conoscere il personale e i servizi a disposizione. Alcuni ambulatori vi permettono anche di prenotare la visita medica su internet, risparmiandovi tempo e attese telefoniche.
Il bello di una citta cosmopolita come Londra è che ci sono GP di tutte le nazionalità e culture, e questo rende il servizio all’utente in un certo senso agevolato. Fa piacere per chi magari viene da un continente lontano, poter parlare con un medico che parla la nostra lingua o condivide uno stesso orientamento religioso.
Per concludere questo primo excursus in materia medica, citerò una cosa che non manca mai in nessuna casa italica e che, pur vivendo altrove, non manca nella mia: il famigerato armadietto dei medicinali (nel mio caso, cassetto). Una simpatica collezione di cerotti, pomate varie, antidolorifici, antipiretici, gocce, sciroppi e compresse per raffreddori, garze e termometro, di cui i miei amici angli spesso ridacchiano divertiti (magari scambiando la ipeprevidenza italiota per eccentrica ipocondria), finendo poi per apprezzare il ritrovato last minute per quel doloretto muscolare o la puntura d’insetto…

generale, terra angla17 Apr 2009 12:24 am

courage

Mentre l’ansia da credit crunch imperversa, stamane ho un pò sorriso quando ho letto le news della BBC, riguardo la campagna pubblicitaria di una nota marca di birra, che è stata bloccata perché fautrice di erronee conclusioni. In breve, nel poster si vede un giovane anglo, che, seduto in pizzo sul divano, in tenuta rilassata casalinga (maglietta stazzonata, jeans e pedalini), timidamente intimorito dalle procaci curve della compagna, avvolte a malapena da un attillato vestito nuovo (con tanto di cartellino penzolante), non osa fare apprezzamenti né gesti… Se non fosse… per la birretta lì ai suoi piedi. 
"Take Courage, my friend" recita lo slogan.
L’ironica battuta non è piaciuta alla Advertising Standard Authority (ASA), che ha deciso di bandire l’immagine, in quanto indurrebbe i consumatori a pensare che bere birra sia una soluzione alla mancanza di confidenza o buon umore. Wells and Young’s, la ditta produttrice della Courage beer, sostiene invece che il poster faceva solo riferimento a situazioni ben note ai maschi angli, sulle quali è bene ironizzare. Ogni uomo nella sua vita si è almeno una volta trovato a dover rispondere alla temibile domanda: "Come mi sta questo vestito? Mi fa sembrare grassa?" E ogni uomo sa, che la risposta (magari ipocrita) da dare alla dolce metà, è sempre e comunque "NO".
terra angla, itaglia3 Apr 2009 5:19 pm

londonpaper

In questi inizi di Aprile, Londra ha avuto il G20, i manifestanti che assediavano la City, gli impiegati di banca vestiti in jeans e maglietta, le vetrine sfasciate e i tafferugli, i black blocks, la cena sole donne a 10 Downing Street col catering organizzato da Jamie Oliver, un giornalaio morto non si sa bene come e anche l’italico Presidente del Consiglio, che, dopo la foto di gruppo, ha chiamato Obama a gran voce, facendosi riprendere dalla regina. Sembra che il video sia stato una hit su YouTube, comunque oggi era su tutti i giornali angli…

generale, terra angla28 Mar 2009 9:08 am
Da una recente ricerca della Future Foundation, per la campagna di sensibilizzazione "Sleep Well, Live Well", è emerso che i britannici sono la popolazione europea che dorme peggio. Uno su cinque riposa meno di sette ore per notte. La maggior parte degli intervistati lamenta stress e infelicità. Io, vivendo qui, lo so bene. Faccio del mio meglio per non farmi prendere dai frenetici ingranaggi della vita londinese, ma puntualmente mi ritrovo in una spirale di stanchezza e frenesia. Così, per rilassarmi e allentare la tensione, di solito prendo un voletto per Roma e mi ritempro a casa di mammà, con sonnellini, pranzetti, gitarelle e incontri con gli amici. E poi torno a Londra come nuova. Non potendo mettere in pratica questa soluzione tutte le volte che vorrei, ecco che un luminare - il Dottor Adrian Williams, responsabile dello Sleep Disorders Centre al St Thomas Hospital di Londra - fornisce utili consigli sul sito della BBC.
Innanzitutto ci vuole del buon senso (che spesso si dà per scontato):
non bere caffeina dopo le 2 del pomeriggio, fare un pò di esercizio fisico, bere latte o fare un bagno caldo prima di andare a dormire, riposare in una stanza tranquilla e al riparo dalla luce.
Poi ci sono delle soluzioni alternative:
- Il sonnellino pomeridiano (un lusso oggidì, ma Churchill ci vinse una guerra);
- la pennica in uno dei tanti parchi londinesi (fantastica, se il tempo è clemente);
- l’abbiocco al cinema (l’irresistibile mix tra l’oscurità della sala e "The Lawrence of Arabia" effect, come lo chiamano qui); 
- abbandonarsi ad una musica rilassante di sottofondo;
- e, sempre valido, cancellare gli impegni e passare il weekend pigramente a letto. 
 
generale, terra angla14 Feb 2009 3:50 pm

love films

In una giornata come questa, in cui, noncuranti della crisi che mina il portafoglio, centinaia di Londinesi si apprestano a regalarsi fiori, biglietti o cioccolatini e a dichiararsi in ristoranti a menù fisso, alla tremula luce di una candela, mentre l’altra metà si rifugerà al pub o a casa di amici o sul divano con del ‘comfort food’, mi viene in mente un recente studio dell’università Heriot Watt di Edimburgo. Secondo la ricerca, alcuni film romantici hanno il potere di rovinare la nostra vita affettiva, perché porrebbero delle aspettative del tutto irreali su quello che bisogna aspettarci da un incontro o da un rapporto di coppia. Insomma, vedere certi film, indurrebbe a pensare che l’amore sia un segno del destino, che un partner debba sempre capirci al volo, senza bisogno di comunicare, e che il sesso nella coppia debba essere  sempre perfetto. Kimberly Johnson, una delle ricercatrici che hanno lavorato al progetto, ha asserito che alcuni film romantici, da un lato catturano l’eccitazione e la magia delle relazioni sentimentali appena iniziate, dall’altro suggeriscono erroneamente che la fiducia e l’impegno esistano dal momento in cui due persone si incontrano, mentre normalmente queste sono qualità che si sviluppano con il tempo.
Ci sono tre film che sicuramente hanno contribuito a rovinarmi il cervello: Casablanca, Brief Encounter e Dangerous Moonlight. Nelle prime due pellicole si parla di grandi passioni, destinate ad interrompersi bruscamente, mentre la terza farebbe venire i capelli dritti in testa ai ricercatori di Edimburgo. Infatti, i protagonisti di Dangerous Moonlight, non solo si innamorano a prima vista e si baciano dopo essersi parlati per meno di 10 minuti, ma oltretutto decidono di divenire marito e moglie al secondo incontro (cioè senza sapere nulla l’uno dell’altra, a parte nome e professione). E però sono dei film che adoro, e che mi emozionano sempre. Francamente, pur sapendo che la vita di tutti i giorni non è una passeggiata, ritengo che un pò di irrealistiche illusioni ogni tanto facciano anche bene.
E poi, non si dice anche ‘perdere la testa per amore’?

terra angla, credit crunch8 Jan 2009 6:37 pm

woolworths crunch

Questo, a detta degli psicologi, è il periodo più deprimente dell’anno. Il Natale, ormai alle spalle, ha lasciato una silohuette appesantita e un conto prosciugato, i propositi per l’anno nuovo sono già in gran parte miseramente falliti e, per chi vive in terra angla, c’è anche il credit crunch. Numerose catene di negozi hanno chiuso o stanno per chiudere. Ieri abbiamo dato l’addio a Woolworths, che dal 1909 gloriosamente ci riforniva di tazzine, cartoleria, piante, dolciumi, cd, candele, casalinghi e altro ciarpame più o meno utile. Io me lo ricordo ancora, quando misi piede in terra angla, ed ero una povera emigrante… Woolworths a Camden mi salvò, ci trovai pure il bicchiere con gli animalini parlanti, quello che ci tengo ancora lo spazzolino. E quello a Kensington High Street mi diede un cellulare decente per sole 19 sterline. Woolworths era un bel posto nazionalpopolare, dove perdersi nei ritagli di tempo. Non so dove mi perderò adesso, perchè o i negozi chiudono o sono io che non oso entrarci, date le scarse risorse finanziarie. Però vi devo confessare che questa austerity ha dell’avvincente. Ci si accorge, ad esempio, di quante spese superflue sia possibile fare a meno senza provare un istinto suicida, ed inoltre si assapora un certo gusto pionieristico di scovare l’occasione, l’offerta 2:1 o la svolta completamente gratuita. Giornali, media e internet si avvicendano a dare consigli. Sul sito della BBC London un’intera rubrica, dal fantasioso titolo "Credit Crunch", offre gli utenti una guida esaustiva alla crisi nonché un utilissimo "Personal Inflation Calculator", con cui scoprire a che punto sono o saranno le nostre finanze da qui ad un mese o ad un anno. Ovviamente restano validi i vecchi consigli: mangiare a casa invece che al ristorante, spegnere le luci nelle stanze dove non si soggiorna, non tenere i riscaldamenti al massimo, utilizzare al minimo l’automobile e godere di spettacoli gratuiti come un bel tramonto o di piccole gioie come una bella passeggiata in uno dei numerosi parchi londinesi. Se è vero che la crisi durerà almeno fino al 2010 e che la sterlina non vale poi molto, ne vedremo delle belle. Nel frattempo, LondonSE4 si attrezza con una nuova categoria per futuri posts, dal titolo… Provate ad indovinare!
terra angla, diario, credit crunch2 Oct 2008 11:28 am

autumn

Foto: © "Beckenham Hill" 30/09/2008
 
E’ ufficialmente iniziato l’autunno in terra angla, non che l’estate quest’anno si sia fatta notare, ma quando le foglie cambiano colore, a terra cadono i ricci d’ippocastano e tante bacche rosse punteggiano i cespugli all’angolo delle viuzze di SE4, mi sento dentro una felicità strana. Ci sono nuove mostre da vedere, il festival di cinema, quello di musica antica, i propositi da mettere in pratica, avvolti in un golf di lana, le passeggiate nel parco con il sole che scalda appena, quel cappellino con la piuma che aspetta nell’armadio, le lezioni di tango nella sala anni trenta, con il parquet rovinato e i ballerini impacciati. Ma anche i primi raffreddori, la dichiarazione delle tasse con i moduli astrusi che non so come riempire, il bisogno di una stampante nuova e su tutto l’atmosfera tesa di settimane di crolli in borsa e la minaccia della recessione e questo credit crunch, che è sulle bocche di tutti, come un venefico snack.
 

I singhiozzi lunghi dei violini d’autunno
mi feriscono il cuore
con languore monotono.
Ansimante e smorto,
quando l’ora rintocca,
io mi ricordo dei giorni antichi
e piango;
e me ne vado nel vento ostile 
che mi trascina di qua e di là 
come la foglia morta.  

se4, londra, terra angla, diario29 Aug 2008 4:06 pm

alieni?

La fine del mese di agosto porta sorprese in terra angla. Si va al locale brasileiro e ti danno un cubetto di ghiaccio luminoso per chiamare la cameriera. 
E se il tempo non è sempre clemente, basta guardare su in alto e quando meno te lo aspetti c’è uno sprazzo di sereno, uno scampolo di cielo azzurro, un arcobaleno da manuale. 
Guardando in alto, si può anche avvistare… un UFO! 
Ebbene sì, anche SE4 ha avuto i suoi incontri ravvicinati. 
Il 9 agosto qualcosa di sinistro si aggirava nei cieli neri a sud est di Londra.
Chi dice che fossero delle lanternine luminose, chi una birra di troppo, ma in tanti sono convinti che gli extraterrestri scorazzassero sopra i verdi sobborghi a sud del fiume. Ne ha parlato anche il giornale locale!
Guardando in basso, invece, più precisamente a terra, si possono incontrare altri generi di alieni. 
Era sui giornali angli, ma anche italiani, la notizia delle lumachine romane dal nome buffo, Papillifera Papillaris, quelle che da cento anni dimorano felici e indisturbate a Cliveden nel Buckinghamshire. Pare siano emigrate per nave, incollare ad una bella balaustra marmorea, proveniente dai giardini di Villa Borghese. E se si sono acclimatate le lumachine, perché non dovrei farlo io? 
 
La sorpresa più gradita è stato però l’arrivo in VESPA dell’amico-bloggatore Pacomino
(vedi: http://pacomino.blogspot.com/2008/08/preview.html), il quale, per passare un weekend a Londra, si è fatto tutta una tirata da Milano (con un’unica sosta al confine svizzero) e che, all’alba del sabato, è stato scortato dalla polizia di Lewisham, con navigatore satellitare e tutti gli onori, fino alla mia porta.  Ecco, non so se vi posso spiegare cosa abbia significato girare Londra by night in sella ad una Vespa, e veder gonfiare le gomme e mettere miscela al suddetto mezzo al benzinaio di SE4, ma da quando tutto questo è accaduto la città mi sembra più mia. 
 
vespa 
by moya