blog di arte, cultura e tutto quello che (mi) capita a Londra




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londra, diario, musica18 Sep 2008 7:23 am

killing moon

La parentesi romana si è conclusa… anche l’estate. Qui in terra angla si respira l’odore dell’autunno e fa anche un pò freddino. E il sole è un optional. Si parlava ieri delle strane sensazioni a fior di pelle, una vacanza come tante che l’hanno preceduta, da cui non ci si aspettava nulla o quasi, e che però ci ha cambiato. Possono essere stati paesaggi montani di purezza sorprendente o uno scenario barocco da riscoprire, semplicemente, camminandoci dentro; la rivelazione è avvenuta in sordina, come la goccia che scava la roccia, attraverso il ritmo lento dei passi, la gamma di colori dimenticati, il sole che accarezza la pelle e il viaggio nella solitudine che si fa presenza, di noi stessi. E poi si torna a Londra, alla vita frenetica, al clima incerto da recessione, ai pendolari che corrono senza posa tra lavori che saltano, alla quotidianità stravolta, fatta di facce e ritmi che dovrebbero essere gli stessi di dieci giorni fa, ma in fondo al cuore sai che non è così. E, tuttavia, la sola cosa da fare è tuffarsi in questo mondo asincrono, coglierne le opportunità cercando di non farsi prendere da quella frenesia malata, anche se è un proposito destinato al fallimento. 
L’unica cosa che conta è restare fedeli a se stessi, pur nei cambiamenti e nelle evoluzioni.
Così mi sono ritrovata a filosofeggiare, tra una pausa e l’altra del concerto dei Bunnymen alla Royal Albert Hall. Sul tempo che passa, sui prodotti musicali che oggi si divorano in un nanosecondo, mentre ieri un album durava si e no 45 minuti e lo ascoltavi attentamente, lo metabolizzavi consumandone i solchi. Ho visto scorrere bellissime immagini in bianco e nero di una gioventù piena di promesse, e sul palco quello che rimane di un ventennio di tempeste e battaglie. 
Sarà che io i concerti rock seduta in piccionaia proprio non riesco a concepirli… però so che se fossi stata sotto al palco, testimone del decadimento della gioventù di cui sopra, mi sarei sentita peggio. 
"Evergreen…"
 
 bunnymen
se4, londra, terra angla, diario29 Aug 2008 4:06 pm

alieni?

La fine del mese di agosto porta sorprese in terra angla. Si va al locale brasileiro e ti danno un cubetto di ghiaccio luminoso per chiamare la cameriera. 
E se il tempo non è sempre clemente, basta guardare su in alto e quando meno te lo aspetti c’è uno sprazzo di sereno, uno scampolo di cielo azzurro, un arcobaleno da manuale. 
Guardando in alto, si può anche avvistare… un UFO! 
Ebbene sì, anche SE4 ha avuto i suoi incontri ravvicinati. 
Il 9 agosto qualcosa di sinistro si aggirava nei cieli neri a sud est di Londra.
Chi dice che fossero delle lanternine luminose, chi una birra di troppo, ma in tanti sono convinti che gli extraterrestri scorazzassero sopra i verdi sobborghi a sud del fiume. Ne ha parlato anche il giornale locale!
Guardando in basso, invece, più precisamente a terra, si possono incontrare altri generi di alieni. 
Era sui giornali angli, ma anche italiani, la notizia delle lumachine romane dal nome buffo, Papillifera Papillaris, quelle che da cento anni dimorano felici e indisturbate a Cliveden nel Buckinghamshire. Pare siano emigrate per nave, incollare ad una bella balaustra marmorea, proveniente dai giardini di Villa Borghese. E se si sono acclimatate le lumachine, perché non dovrei farlo io? 
 
La sorpresa più gradita è stato però l’arrivo in VESPA dell’amico-bloggatore Pacomino
(vedi: http://pacomino.blogspot.com/2008/08/preview.html), il quale, per passare un weekend a Londra, si è fatto tutta una tirata da Milano (con un’unica sosta al confine svizzero) e che, all’alba del sabato, è stato scortato dalla polizia di Lewisham, con navigatore satellitare e tutti gli onori, fino alla mia porta.  Ecco, non so se vi posso spiegare cosa abbia significato girare Londra by night in sella ad una Vespa, e veder gonfiare le gomme e mettere miscela al suddetto mezzo al benzinaio di SE4, ma da quando tutto questo è accaduto la città mi sembra più mia. 
 
vespa 
londra, musica20 Aug 2008 7:11 pm

underground

A meno di una settimana dal ferragosto, il tempo è autunnale. Per la nota legge della nube di Fantozzi, piove sempre nei miei giorni liberi. Ma poteva andar peggio, avrebbe potuto esserci lo sciopero della Tube, che invece è stato revocato. Girovagando in rete, per vincere il tedio da clima deprimente, ho scovato una simpatica canzoncina, realizzata con anglo sarcasmo dagli "Amateurs Transplant", un duo di (veri) dottori, i quali devolvono le vendite del loro album alla ricerca sul cancro. Per £9.99 potete fare una buona azione e portarvi a casa delle chicche come Paracetamoxyfrusebendroneomycin, The Menstrual Rag, e il singolo, ormai leggenda, dal titolo London Underground, ascoltabile al seguente indirizzo:

http://www.backingblair.co.uk/london_underground/ 

londra18 Jul 2008 10:11 am

gdw

Dall’era preistorica all’impero romano, passando per il medioevo, i regni dei Tudor e degli Stuart, una guerra civile, la Restaurazione, un furioso incendio, la rivoluzione industriale e il blitz, per arrivare ai nostri giorni, Londra è stata edificata, vissuta, distrutta e ricostruita innumerevoli volte, strato su strato. Al turista frettoloso, al pendolare distratto, a chi si ferma ai luoghi comuni, Londra è il Tamigi, il Big Ben, la grande ruota del London Eye, la colonna di Nelson in una piazza sorvolata da piccioni o il cambio della guardia davanti a Buckingham Palace. Esiste però una Londra parallela, sconosciuta ai più, fatta di luoghi nascosti, segreti, e tuttavia non così lontani dalle strade principali o dalle attrazioni da manuale. Angoli dove il tempo si è fermato, vicoli e cortili in cui sopravvivono scampoli di epoche lontane, piccole meraviglie di ingegno vittoriano o pittoreschi saggi di architettura più antica, incredibilmente preservati.
 
A due passi da Trafalgar Square, al numero 55 di St. Martin’s Lane, si può sperimentare un insolito tuffo nel passato, lontano dai clamori e dal traffico della zona. Goodwin’s Court è un piccolo vicolo, costruito nel lontano 1627 e sorto su quella che allora si chiamava Fishers Alley, come indica una targa apposta dal L.C.C. Survey.
                                                     targa
 
Sulle porte si possono ancora ammirare delle belle targhe-incendio, o Fire Marks, che all’epoca, erano una novità recente. Infatti, in seguito al disastroso incendio del 1666, che aveva distrutto due terzi della città, erano sorte delle società di assicurazione per la prevenzione e l’indennizzo dai danni causati dal fuoco, le quali gestivano un proprio corpo di pompieri, pronti ad intervenire al salvataggio degli immobili coperti da polizza. Nacque così l’idea di contrassegnare gli edifici assicurati con una targa, allo scopo di riconoscerli e/o distinguerli da quelli non assicurati o registrati presso società diverse.

 

                                                               mark 

Nello stesso vicolo fa bella mostra di sè un’originale lampada a gas di epoca vittoriana, tuttora funzionante, che all’imbrunire regala un’atmosfera calda e discreta, tanto affascinante quanto lontana dalla vivacità moderna dei lampioni e dei neon che vi accoglieranno subito fuori.

        gaslight2          gaslight

londra, musica, mostre13 Jul 2008 9:49 pm

                                                  £5 or nothing

Perché Londra è la città più cara d’Europa, come si dice. Ma allora, se si è al verde o si fa economia, cosa significa? Che non ci si può divertire, che bisogna restare a casa a guardare la tivvù? Neanche per sogno! Londra offre tantissimo, anche a chi ha scarsi mezzi economici, basta saper cercare. Ad esempio, ci sono un sacco di gallerie private che hanno in programma mostre interessanti e possono regalare un’emozione, a costo zero, tipo le foto surreali stampate diasec di Etienne Clément, con i paesaggi suburbani da thriller e le geishe di plastica colorata. E poi, per sole £5, la musica, quella bella, di qualità, suonata in spazi intimi, pubblicizzata con passaparola, mailing list, volantini o sms di amici. Domenica, al Jamm di Brixton, le note del Seckou Keita Quartet, una felice collaborazione, che mescola assieme melodie e strumenti europei ed africani, tra cui la Kora, arpa-liuto dell’etnia Mandinka. Ieri sera, invece, ruvide note R&B al Cafè Crema di New Cross. I Congregation, un duo che sembra uscito dalle foto bianco e nero degli anni venti, e che ha appena pubblicato il suo primo album, hanno saputo entusiasmare con un live dai suoni furtivi e seducenti, condito dalla struggente presenza vocale di Victoria Yeulet.
 
CREDITS:
 
© Seckou Keita Quartet - Live @ Jamm, 06/07/2008 
http://www.seckoukeita.com/
 
© Etienne Clément - Green Geisha (Whitecross Gallery) 
http://www.etienneclement.com/pages/home_frame.htm
 
© Congregation - Live @ Cafè Crema 12/07/2008 
http://www.myspace.com/congregationband

londra, musica9 Jul 2008 11:29 pm
rainfest
La quiete della mia stanza, e la pioggia contro i vetri… Ma l’estate dov’è?
Sono giorni che piove a catinelle, mi si è rotto l’ombrellino verde, vado in giro con l’ombrello grande di plastica trasparente… e ho ritirato fuori la sciarpa dall’armadio. L’altroieri il giornale diceva di non perdere le speranze, che l’estate non è finita; oggi, invece, propendeva alla rassegnazione e chi vuole il sole, si prenda un aereo. Non sono troppo triste, non è la mia prima estate piovosa in terra angla… mi preoccupano di più tutte le persone che vanno in giro tossendo e starnutendo, quello sì. E poi è la stagione dei festivals. Ce ne sono di tutte le dimensioni e per tutte le tasche, al bagnato e all’asciutto, nei campi e in piazza. Glastonbury, con le tende, il fango e la Winehouse che ciondola sul palco e si accapiglia con i fans è solo l’esempio più illustre. Giovedì scorso grande musica gratis a Trafalgar Square, con il Don Carlo di Verdi in diretta dalla Royal Opera House. Inizialmente diluviava e gli organizzatori, oltre al pratico cuscino gonfiabile, distribuivano simpatici impermeabili usa e getta. Ma poi, fortunatamente, è uscito il sole per un paio d’ore e la serata si è ripresa alla grande. Bisogna essere temerari e partire equipaggiati. Si replica mercoledì 16 luglio, con Le Nozze di Figaro. Suggeriamo di munirvi di ombrello, plaid e picnic. Fra due settimane ci sarà anche il LoveBox festival a Victoria Park. E che sia sole o pioggia, polvere o fango, ci si andrà, senza dubbi, e senza consultare le previsioni meteo. 
se4, londra27 Jun 2008 8:56 pm

greenhopes

L’estate in terra angla ha un certo fascino, non fa buio prima delle 22, si vive alla giornata e, soprattutto, al momento.

Ora c’è il sole e si va al parco, poi piove e si va al pub, là c’è un cinema sotto le stelle, qua un festival affondato nella fanghiglia.

E siccome il caldo non è torrido e l’acqua ogni tanto viene giù, il verde non manca e le suggestioni… nemmeno. 

 

1) The Lure of The East - Tate Britain (SW1P)

2) Victorian Tiles - The Honor Oak Pub (SE23)

3) Desperation - Mantle road (SE4)

4) Cat in South East London 

londra14 Jun 2008 8:13 am

bonnington

Quello che adoro di Londra è la capacità di stupirmi al di là dei facili luoghi comuni e dei panorami da guida turistica. Bisogna saper guardare con attenzione, pronti a perdersi in un reticolo di strade, ma le sorprese sono ad ogni angolo. Il Bonnington Cafe è un ristorante vegetariano, gestito da volontari. Ci si respira un’atmosfera rilassata, un pò bohemienne. C’è un menu fisso che cambia ogni sera,una scelta di piatti gustosi per prezzi molto accessibili. Il vino o la birra, però, ve li dovete portare da casa. Al Bonnington si cena a lume di candela e ogni due settimane circa c’è una jam session, con amici, musicisti o avventori da ogni dove che si alternano al piano, alla voce e alla chitarra. Le sale risuonano di note, risa e parole in francese, inglese, spagnolo, portoghese, italiano e, dopo poco, sembra di essere in una casa dal sapore continentale, magari al compleanno di qualcuno. Questo è il senso di comunità che ha ispirato la nascita del locale nei lontani anni ‘80, quando gli squatters sentivano il bisogno di un punto di riferimento a buon mercato. Il fatto che dopo oltre vent’anni il locale sia ancora gestito da un gruppo di volontari e che sia sopravvissuto alle logiche consumiste di una città che cambia febbrilmente dall’oggi al domani, rende la visita un’esperienza diversa e fuori dai soliti schemi. Ricordatevi di prenotare, i tavoli sono limitati. L’apribottiglia vi sarà messo a disposizione gratuitamente.
 

The Bonnington Cafe - Vauxhall Grove SW8 1TD 

londra, diario1 Jun 2008 12:04 pm

towerbridge

Qualcuno ha detto che bisogna perdersi, per poi ritrovarsi.
L’avventura più grande è sicuramente il viaggio alla scoperta di noi stessi.
Chi siamo, dove vogliamo andare. A volte non necessitiamo di massimi sistemi, sono le piccole cose di ogni giorno a darci la misura del nostro essere nel mondo. Il ponte sul fiume avvolto dalla nebbia mattutina, l’ape ronzante sul ranuncolo giallo, la ragazzina sui pattini, che torna da scuola, un emulo di Elvis che fa cantare "Suspicious Minds" alle donne in carriera e alle commesse di Canary Wharf, la bambina che ti chiede di prenderla in braccio per guardare più lontano, quel velluto così verde e palpabile nel tuo quadro preferito, il ragazzo che distribuisce il Londonpaper all’angolo della posta e che ormai è un amico, il macchinista del treno che sorride dal finestrino, quest’estate angla che stenta ad arrivare, lo specchio strano che avevi visto due mesi fa al mercato di Greenwich, quando la tua vita e i tuoi progetti erano totalmente diversi, e che è ancora là, ad aspettarti. Così per 5 pound ti porti a casa un sogno che non vuole morire, una cosa che fa belle le tue nuove pareti e la tua anima.
londra, roma15 May 2008 1:43 pm
riassunto
E’ difficile riprendere le fila di un discorso interrotto da molto tempo, specie quando i giorni e le settimane sono scorsi via intensi, pieni di colori, sapori e suoni differenti.
Traslocare è un evento abbastanza quotato nella scala dello stress umano. A dir la verità è il quinto che faccio da quando sono in terra angla, e, seppure bravissima ad impacchettare la mia vita e a risistemarla tra nuove pareti, ciò non toglie che bisogna ripartire da zero, scoprire percorsi alternativi, instaurare nuove relazioni, inaugurare rituali diversi. Non sempre tutto sopravvive a queste mini rivoluzioni, e il blog, ahimé, ne ha fatto le spese. Tuttavia sono contenta della nuova casa sulla collina, della mia camera con vista, del parchetto panoramico e dei simpatici flatmates, che, come me, hanno bisogno di più di un semplice tetto sulla testa. In mezzo a spostamenti, scatoloni da aprire, routine sovvertita ed esperimenti di interior design, ho anche visto la neve, sono tornata a Roma per 15 giorni, ho perso (anzi, mi hanno perso) la valigia, ma sono riuscita a recuperarla in ritardo di una settimana, ho camminato a piedi nudi in St. James Park, con le margherite e un sole finalmente estivo, sono salita in cima alla torre campanaria della cattedrale gotica di Salisbury per godermi un fantastico panorama, e adesso sono avvolta in un golfino, mentre fuori tutto è nuovamente grigio. Riscrivo qui, un pò incerta sull’avvenire, ma fiera di essere scampata al naufragio creativo e aver raggiunto un lembo di terra asciutta su cui rifiorire.
by moya