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Più vivo e meno scrivo, e mi dispiace un pò trascurare questo spazio. Ho delle giornate molto piene, sto vivendo una sorta di rivoluzione, una cesura tra ancien régime e quello che verrà.
Parte di questa rivoluzione è la nuova ricerca di una casa, che, ho fermamente deciso, sarà in SE4, perché amo questi luoghi. Lasciare la vecchia dimora mi dispiacerà un pò, ma cercarne un’altra è una sorta di avventura, con episodi più o meno frustranti e divertenti lungo il percorso. Al momento mi sembra che il mondo degli affitti sia monopolizzato da vegetariani intolleranti, e, francamente, pur avendo una dieta salutista e condividendo certi concetti, mi piace ancora (mea culpa) affondare occasionalmente la forchetta in un petto di pollo o mangiare pesce e patatine o farmi un panino col salame o col formaggio. Ma sono fiduciosa, qualcosa salterà fuori. Nel frattempo, le mie teorie si sono rivelate giuste. Sono appassionata di architettura e vita sociale vittoriana e avevo sempre intuito che la cucina della casa in cui ancora vivo fosse in realtà la camera della governante. Giorni fa abbiamo avuto un guasto alla lavatrice e spostare l’ingombro per controllarne eventuali difetti ha portato ad un’affascinante scoperta.
Sul muro restava un lacerto di carta da parati centenaria, con dei fiori delicati. Guardavo nel buco, con la pila in mano e sorridevo, come Amelie Poulain quando scopre che il tecnico delle photomaton non è un fantasma. Andrò via da qui, ma il mistero è finalmente svelato.