camden lock

Camden Market è una destinazione popolare per chi visita Londra, ma anche per chi ci vive. Un pò come Porta Portese a Roma, la Montagnola a Bologna, saint Ouen a Parigi e altri posti del genere.
Se penso al mercato di Camden mi vengono in mente prima di tutto i miei vent’anni, quel disco 12" introvabile dei Sisters of Mercy, il top con le frange, il chiodo, la collana fatta di pasticche di vetro colorato, il chioschetto del caffè, le barchette sul fiume. Passa il tempo, ma il mercato resta un punto d’approdo sicuro, l’appuntamento domenicale con i colori e la confusione, un luogo dove scambiare due chiacchiere, mescolarsi alla folla, respirare incenso. E ci compro la lampada di carta vietnamita, con i draghi, e due tappetini indiani color del sole. E poi c’è la musica, come sempre, che cammina e si evolve, batte al ritmo di una città che non si può fermare. Poi cominciano a girare delle voci, sempre più fondate, che vogliono chiudere il mercato e farci un centro commerciale, una roba di vetro, anonima, ben ordinata, con le solite catene di negozi in serie. Qui la chiamano Regeneration, io sostituirei volentieri la R con una D, a giudicare dai risultati. La comunità si oppone, nascono dei gruppi per salvare il vecchio mercato, labirintico mondo di cianfrusaglie, persone, suoni e sogni.

Ma da stasera, fiamme di quasi 3 metri divorano impietose le ultime illusioni, e non so perché, non riesco a credere che si tratti di un semplice incidente. Ne ho visti abbastanza di incendi "casuali", sulle cui ceneri sorgono palazzi e strutture di vetro e cemento, senz’anima. Brucia il mercato di Camden Town, niente sarà più come prima, di quello che c’era e che è stato potrò solo narrare una storia, senza lieto fine.

camden fire