blog di arte, cultura e tutto quello che (mi) capita a Londra




...blog di arte, cultura e tutto quello che (mi) capita a Londra

generale, terra angla17 Apr 2009 12:24 am

courage

Mentre l’ansia da credit crunch imperversa, stamane ho un pò sorriso quando ho letto le news della BBC, riguardo la campagna pubblicitaria di una nota marca di birra, che è stata bloccata perché fautrice di erronee conclusioni. In breve, nel poster si vede un giovane anglo, che, seduto in pizzo sul divano, in tenuta rilassata casalinga (maglietta stazzonata, jeans e pedalini), timidamente intimorito dalle procaci curve della compagna, avvolte a malapena da un attillato vestito nuovo (con tanto di cartellino penzolante), non osa fare apprezzamenti né gesti… Se non fosse… per la birretta lì ai suoi piedi. 
"Take Courage, my friend" recita lo slogan.
L’ironica battuta non è piaciuta alla Advertising Standard Authority (ASA), che ha deciso di bandire l’immagine, in quanto indurrebbe i consumatori a pensare che bere birra sia una soluzione alla mancanza di confidenza o buon umore. Wells and Young’s, la ditta produttrice della Courage beer, sostiene invece che il poster faceva solo riferimento a situazioni ben note ai maschi angli, sulle quali è bene ironizzare. Ogni uomo nella sua vita si è almeno una volta trovato a dover rispondere alla temibile domanda: "Come mi sta questo vestito? Mi fa sembrare grassa?" E ogni uomo sa, che la risposta (magari ipocrita) da dare alla dolce metà, è sempre e comunque "NO".
itaglia15 Apr 2009 10:02 pm

camping

E’ passata più di una settimana dal mio ultimo post. C’è stato il terremoto in Abruzzo, il lutto, le polemiche e il weekend pasquale, e a me non andava di scrivere. Nel frattempo, però, ho continuato ad ascoltare notizie radiofoniche e ad aprire giornali angli per ritrovarmi sempre in un certo imbarazzo. La gente qui, devo dire, è stata molto solidale, mi hanno chiesto se familiari ed amici stessero bene e sono rimasti tutti molto colpiti dalla tragedia. Poi, è normale, si trova sempre qualcuno che, divertito o stupito, tira in ballo le esternazioni fuori luogo dell’italico Presidente del Consiglio. Visto da qui, ovviamente, è esilarante, da operetta. Ma, insomma, ci voleva proprio la battutaccia della vacanza in campeggio (come se non fossero bastate le gaffes del G20)? 

terra angla, itaglia3 Apr 2009 5:19 pm

londonpaper

In questi inizi di Aprile, Londra ha avuto il G20, i manifestanti che assediavano la City, gli impiegati di banca vestiti in jeans e maglietta, le vetrine sfasciate e i tafferugli, i black blocks, la cena sole donne a 10 Downing Street col catering organizzato da Jamie Oliver, un giornalaio morto non si sa bene come e anche l’italico Presidente del Consiglio, che, dopo la foto di gruppo, ha chiamato Obama a gran voce, facendosi riprendere dalla regina. Sembra che il video sia stato una hit su YouTube, comunque oggi era su tutti i giornali angli…

generale, terra angla28 Mar 2009 9:08 am
Da una recente ricerca della Future Foundation, per la campagna di sensibilizzazione "Sleep Well, Live Well", è emerso che i britannici sono la popolazione europea che dorme peggio. Uno su cinque riposa meno di sette ore per notte. La maggior parte degli intervistati lamenta stress e infelicità. Io, vivendo qui, lo so bene. Faccio del mio meglio per non farmi prendere dai frenetici ingranaggi della vita londinese, ma puntualmente mi ritrovo in una spirale di stanchezza e frenesia. Così, per rilassarmi e allentare la tensione, di solito prendo un voletto per Roma e mi ritempro a casa di mammà, con sonnellini, pranzetti, gitarelle e incontri con gli amici. E poi torno a Londra come nuova. Non potendo mettere in pratica questa soluzione tutte le volte che vorrei, ecco che un luminare - il Dottor Adrian Williams, responsabile dello Sleep Disorders Centre al St Thomas Hospital di Londra - fornisce utili consigli sul sito della BBC.
Innanzitutto ci vuole del buon senso (che spesso si dà per scontato):
non bere caffeina dopo le 2 del pomeriggio, fare un pò di esercizio fisico, bere latte o fare un bagno caldo prima di andare a dormire, riposare in una stanza tranquilla e al riparo dalla luce.
Poi ci sono delle soluzioni alternative:
- Il sonnellino pomeridiano (un lusso oggidì, ma Churchill ci vinse una guerra);
- la pennica in uno dei tanti parchi londinesi (fantastica, se il tempo è clemente);
- l’abbiocco al cinema (l’irresistibile mix tra l’oscurità della sala e "The Lawrence of Arabia" effect, come lo chiamano qui); 
- abbandonarsi ad una musica rilassante di sottofondo;
- e, sempre valido, cancellare gli impegni e passare il weekend pigramente a letto. 
 
generale, londra, cinema8 Mar 2009 11:12 pm

8 marzo

Birds Eye View è un’associazione volta a riconoscere e sostenere il lavoro di donne regista e sceneggiatrici a livello internazionale. Nel mondo del cinema, infatti, solo il 6% dei registi e il 12% degli sceneggiatori è donna. In questi giorni a Londra si svolge il Birds Eye View Festival, in cui non solo si presentano nuovi film e cortometraggi e si propongono dibattiti, ma c’è anche una retrospettiva sulle donne fatali, da Louise Brooks a Greta Garbo. Nella Giornata Internazionale della Donna, che in terra angla viene menzionata, ma non celebrata a suon di mimose, come si fa in Italia, mi sono recata all’Institute of Contemporary Arts, per vedere l’anteprima di un documentario, che sarà mostrato in tv a giugno, dal titolo "The Time of Their Lives". Nel film, le residenti più longeve del Mary Fielding Guild, una casa di riposo per anziani attivi, danno le loro opinioni su temi svariati, dal riscaldamento globale al terrorismo, dal declino dei media al significato della vita, della morte e dell’esistenza. Una di loro, Hetty Bower, socialista e pacifista, che a 103 anni cammina ogni giorno (una delle sue passioni è il trekking) e non ha mai mancato a nessuna delle manifestazioni contro la guerra in Iraq, era presente in sala e, al dibattito seguito alla proiezione del film, ha risposto con saggezza e ironia alle domande del pubblico, consigliando a tutte le donne di mantenere viva l’armonia e di perseguire la via della verità e della riconciliazione.
se4, diario3 Mar 2009 12:24 am
chat noir
Mi piace girovagare per le stradine secondarie, è una cosa che ho sempre fatto, anche quando ero in Italia.
Nelle strade sul retro ci passa meno gente, ma ci sono scorci interessanti, sorprese ad ogni angolo, la giusta solitudine per riflettere, al ritmo dei propri passi.
Poi può anche capitare che tra due cespugli di trifoglio, salti fuori un gatto nero.
Che non si muove, perché è dipinto a "trompe l’oeil".
Un gatto che imperturbabile resterà a spiare passanti, farsi abbaiare contro dai cani, sbiadire lievemente alle intemperie, senza mangiare e senza miagolare, così, stupefatto, sulla soglia dell’irreale.
generale, terra angla14 Feb 2009 3:50 pm

love films

In una giornata come questa, in cui, noncuranti della crisi che mina il portafoglio, centinaia di Londinesi si apprestano a regalarsi fiori, biglietti o cioccolatini e a dichiararsi in ristoranti a menù fisso, alla tremula luce di una candela, mentre l’altra metà si rifugerà al pub o a casa di amici o sul divano con del ‘comfort food’, mi viene in mente un recente studio dell’università Heriot Watt di Edimburgo. Secondo la ricerca, alcuni film romantici hanno il potere di rovinare la nostra vita affettiva, perché porrebbero delle aspettative del tutto irreali su quello che bisogna aspettarci da un incontro o da un rapporto di coppia. Insomma, vedere certi film, indurrebbe a pensare che l’amore sia un segno del destino, che un partner debba sempre capirci al volo, senza bisogno di comunicare, e che il sesso nella coppia debba essere  sempre perfetto. Kimberly Johnson, una delle ricercatrici che hanno lavorato al progetto, ha asserito che alcuni film romantici, da un lato catturano l’eccitazione e la magia delle relazioni sentimentali appena iniziate, dall’altro suggeriscono erroneamente che la fiducia e l’impegno esistano dal momento in cui due persone si incontrano, mentre normalmente queste sono qualità che si sviluppano con il tempo.
Ci sono tre film che sicuramente hanno contribuito a rovinarmi il cervello: Casablanca, Brief Encounter e Dangerous Moonlight. Nelle prime due pellicole si parla di grandi passioni, destinate ad interrompersi bruscamente, mentre la terza farebbe venire i capelli dritti in testa ai ricercatori di Edimburgo. Infatti, i protagonisti di Dangerous Moonlight, non solo si innamorano a prima vista e si baciano dopo essersi parlati per meno di 10 minuti, ma oltretutto decidono di divenire marito e moglie al secondo incontro (cioè senza sapere nulla l’uno dell’altra, a parte nome e professione). E però sono dei film che adoro, e che mi emozionano sempre. Francamente, pur sapendo che la vita di tutti i giorni non è una passeggiata, ritengo che un pò di irrealistiche illusioni ogni tanto facciano anche bene.
E poi, non si dice anche ‘perdere la testa per amore’?

londra11 Feb 2009 9:24 am

barbican 1

In seguito ai pesanti bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, nel tessuto urbano londinese si erano venuti creando parecchi "buchi". Essendo impossibile ricostruire quello che c’era, ci si sbizzarrì nel creare nuovi edifici e complessi edilizi. Erano gli anni ‘50 e in architettura c’era tanta voglia di esperimentare. E sulla scia di Le Corbusier si espanse la voglia di costruire volumi plastici, ma "brutali".  Il nuovo stile detto "Brutalismo", con le superfici rudi di cemento armato ben in vista, prende piede a Londra - e in Gran Bretagna - tra gli anni ‘60 e gli anni ‘70. Tanti esempi eccelsi, denigrati per molto tempo, e ora di nuovo apprezzati. La lista potrebbe essere lunga, ma al turista frettoloso che passeggia per Bankside non possono sfuggire il Royal National Theatre e la Hayward Gallery. A chi ha meno fretta e a chi, come me, abita in questa città, cemento armato e volumi plastici fanno pensare al Barbican.La costruzione, realizzata tra il 1965 e il 1976, comprende delle palazzine residenziali collegate tra loro da ponti e strade pedonali, raggruppate intorno ad un lago artificiale e a dei giardini e completate da un parcheggio sotterraneo. Del complesso brutalista fa parte anche il Barbican centre, un edificio di quattro livelli, con teatri, caffè, librerie, uno spazio espositivo, una biblioteca di arte e tre cinema. Mi piace andare al Barbican, specie di domenica, quando la zona sonnecchia e gli uffici sono chiusi. Mi piace sia d’estate, con i tavolini all’aperto e i fuochi d’artificio sulle terrazze, e mi piace d’inverno, quando diviene un comodo rifugio dal freddo e dalle intemperie. E’ bello prendere qualcosa in uno dei vari caffè, a seconda delle disponibilità economiche, e leggersi il nutrito programma di eventi, mi rilassa girovagare da un piano all’altro, curiosare, perdermi nelle mostre, ascoltare musica gratis. Musica contemporanea, di qualità. Anche pezzi significativi, come 4, 33" di John Cage.  Il cinema del Barbican poi, è un’esperienza da provare. Ci si perde tra corridoi e vetrate, camminando sopra una serra piena di piante esotiche e i passi risuonano sul pavimento di piastrelle anni ‘70. Poi, miracolosamente, ci si accomoda in una sala confortevole, non troppo grande, dove gustarsi film in prima visione, o meraviglie d’epoca, con l’accompagnamento al piano. E se si prenota online, costa meno.

 

londra, diario2 Feb 2009 9:34 pm

snow in SE London

Foto: © "Blythe Hill Fields"- 02/02/2009 

Aveva cominciato a nevicare nella serata di domenica, giusto una spolveratina. Era successo altre volte da quando sono qui, non c’era da preoccuparsi. Sono andata a dormire e ho dormito molto bene. Stamattina la neve continuava a cadere, c’erano ormai una ventina di centimetri. Caffettino, BBC, notizie sui trasporti. Che non c’erano. I bus ritirati dal servizio, la metro sospesa, i treni, anche. Gli aeroporti chiusi. Una metropoli si è fermata, così, semplicemente, e inspiegabilmente, per 20 centimetri di neve. Una coltre bianca, soffice, pulita, che ha travisato e reso tutto più bello. Una festa al parchetto dietro casa, di bambini e genitori, ragazzini e adulti, pupazzi di neve e cani. Gente che normalmente avrebbe badato ai fatti suoi, ma che la neve ha sorpreso e unito nello stesso gioco. Nel frattempo, scatta la polemica sul disservizio. Il sindaco si scusa dicendo che la neve è del tipo giusto, ma della quantità sbagliata, e si rimette al cielo, mentre gli economisti pronosticano che, se il 20% della popolazione è rimasto a casa, ci saranno perdite per almeno 900 milioni di sterline e ad essere più duramente colpiti saranno le aziende private e i piccoli esercizi commerciali. Secondo la Federation of Small Businesses almeno un quinto della forza lavoro in Gran Bretagna ha dovuto assentarsi dal lavoro. E io sono fra quelli. E domani? E’ un altro giorno…
generale, londra, mostre31 Jan 2009 6:16 pm

chinatown 2009

Foto: © "China Town"- 26/01/2009

Il capodanno cinese è una delle festività più importanti dell’estremo oriente, e segue il calendario lunare, in cui i mesi iniziano ad ogni novilunio. L’anno del Bue ( Chou) è iniziato da pochi giorni, ma i festeggiamenti si concentrano soprattutto in questo weekend. Come ogni anno, ci sarà una grande, coloratissima festa a Trafalgar Square, coronata da fuochi d’artificio a Leicester Square ed allietata da musiche e danze tradizionali, tra cui quella del leone, in giro per i vicoli di China Town. E, nei giorni a seguire, alcune iniziative in diversi luoghi di Londra, promuoveranno la cultura cinese, in previsione dell’Expo 2010 che si terrà a Shanghai.
Al British Museum, fino al 27 marzo, una piccola mostra esplorerà il significato votivo e rituale di bronzi e giade in prestito dal museo di Shanghai, mentre al Victoria and Albert Museum si ripercorrerà la storia delle Esposizioni Universali.
Il capodanno cinese si celebra anche al Museum of Docklands, l’8 febbraio, con arti marziali, acrobati, racconti, danze e degustazioni. Sempre al Museum of Docklands si terrà un festival di cinema, organizzato dal Centro di Cultura Cinese.
by moya